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Batteria scarica? Ecco come evitarlo e cosa fare se l’auto si ferma.

Batteria scarica? Ecco come evitarlo e cosa fare se l’auto si ferma.http://www.capitelli.it/wp-content/uploads/2016/10/teaser_batteria_62072d90e3b62878b95a97916ecacfcf-1024x796-1024x796.jpg

Quante volte, nella vita di qualunque automobilista, si materializza quell’emergenza per la quale la batteria cede e ci si ritrova fermi, in panne, in mezzo alla strada?

E’, forse, una delle situazioni più comuni, più difficili e anche, potenzialmente, pericolose che si possano verificare alla guida, perchè se ci si trova su una strada a scorrimento veloce, senza la possibilità di accostarsi velocemente da qualche parte, i rischi, naturalmente, aumentano.

Ecco perchè abbiamo pensato di darvi qualche elemento utile per scongiurare quest’eventualità, non solo, ma anche per correre ai ripari nel minor tempo possibile.

Prevenzione

Innanzitutto, andiamo a capire quali sono i motivi più banali per i quali un imprevisto del genere può coglierci mentre siamo alla guida oppure quando ci stiamo accingendo a metterci in viaggio.

Sembra strano ma sarebbe la dimenticanza dei fari accesi o dell’autoradio inserita la causa più comune di una “batteria a terra”. Le auto nuove, di solito, hanno dei dispositivi di “avviso acustico” che aiutano ad evitare che questo succeda, ma nelle auto più vecchie una distrazione può diventare fatale; fermo restando che anche, ad esempio, i caricabatterie per smartphone, che si inseriscono nel vano accendino, possono contribuire, se lasciati inseriti h24, ad aumentare il problema.

Inoltre, è possibile che nell’impianto ci siano dispersioni di corrente oppure, semplicemente, che la batteria abbia concluso il suo ciclo vitale e sia diventata “vecchia”: col passare degli anni, infatti, gli accumulatori perdono efficienza e, quindi, la capacità di mantenere la carica, e possono cominciare ad insorgere i primi problemi; alle prime avvisaglie non c’è dubbio che la soluzione migliore sia recarsi da un ricambi auto e comprare una batteria nuova! Con una piccola spesa si eviteranno grandi problemi!

La carica della batteria può essere verificata con un semplice tester da elettricista, tarato nel giusto voltaggio (12 Volt in corrente continua), con una cadenza biennale, senza troppe ansie: l’età media di una batteria, infatti, è di circa 5-6 anni, in ogni caso.

Per le auto, infine, che camminano poco, che rimangono spesso in garage (magari vetture d’epoca) o che si ritrovano a dover fronteggiare lunghi periodi di freddo intenso, c’è un rimedio molto efficace, il mantenitore di carica, che provvede a mantenere stabile il livello della batteria.

Rimedi

Il metodo più semplice a cui fare riferimento è quello dei cavi, motivo per il quale questi attrezzi andrebbero sempre tenuti a portata di mano in automobile, magari in un vano portaoggetti o nel bagagliaio. Prima di utilizzarli è bene, naturalmente, avere un altro veicolo perfettamente funzionante a disposizione (chiedendo, quindi, aiuto ad un familiare, un amico o, cautamente, a qualche passante o negozio) con il quale sia possibile caricare la propria batteria.

Il primo passo è quello di aprire il cofano e individuare la posizione della batteria per poi capire se bisogna scoprire qualche copertura, o altro, per avere pieno accesso ai morsetti. Dopodichè bisogna accendere l’auto “amica”, avendo cura di spegnere tutte le utenze (luci, autoradio, scollegare caricabatterie etc). Il cavo rosso va collegato al polo positivo (+) della batteria carica, posizionando poi l’altra estremità nella stessa maniera sulla batteria scarica; a questo punto il cavo nero va inserito sull’altra estremità (-) e collegato, allo stesso modo, al telaio della vettura in panne e non al polo negativo, per evitare pericolose scintille. A questo punto dovrebbe essere sufficiente accendere l’auto “amica” e darle un po’ di gas, per qualche secondo. Quando la batteria si sarà caricata l’auto in panne dovrebbe essere in grado di accendersi e rimanere, in questo stato, collegata all’altra, per circa 10 minuti. Per scollegare i cavi bisognerà ripetere la stessa procedura precedente, ma al contrario. Buona norma è riprendere a camminare con la propria auto “risanata” avendo accortenza di tenere le utenze spente per almeno venti minuti, in modo che non si affatichi troppo sin da subito l’autoveicolo e la sua ricarica.

Partenza a spinta

Un altro rimedio, forse più “datato”, ma che torna utile quando non si hanno a disposizione dei cavi, è quello dell’accensione “a spinta“: un’ultima spiaggia, tuttavia, da considerare solo per le auto storiche, anziane o d’epoca, o comunque con cambio meccanico, perchè nelle vetture con marmitta catalitica (cioè tutte quelle fabbricate dopo il 1993) potrebbe causare danni anche gravissimi al catalizzatore. La procedura è piuttosto semplice: spegnere tutte le utenze, girare la chiave d’accensione nel cruscotto, premere la frizione ed inserire la seconda o la terza marcia per permettere all’autoveicolo di “andare”, controllando, naturalmente, che il freno a mano sia abbassato ed evitando di pigiare, del tutto, sui freni; a questo punto, con l’aiuto di un amico o di un passante, bisogna far spingere l’auto, che prenderà velocità (ovviamente meglio avviare il tutto su una strada che sia un po’ in discesa, nè troppo ripida ma nemmeno del tutto pianeggiante o in salita, ovviamente), fino al punto in cui va lasciata la frizione e, in contemporanea, premuto l’acceleratore; a meno che non sia ingolfata, a questo punto, la vettura dovrebbe accendersi senza troppi problemi.

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