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Mazda 787B: la leggenda di Le Mans

Mazda 787B: la leggenda di Le Mans

Nel 1991, mentre a febbraio il governo del Sudafrica abolisce le ultime leggi razziali sancendo così la fine dell’Apartheid e a marzo Sophia Loren riceve a Los Angeles il Premio Oscar alla carriera, il 23 giugno, la Mazda entra nella storia dell’automobilismo vincendo la 24 ore di Le Mans con la 787B.

Una strana supercar

Nell’estate del 1991, nessuno tra gli addetti ai lavori dava credito allo strano prototipo giapponese arancione e verde spinto da un motore Wankel che molti esperti consideravano poco adatto a competizioni di lunga durata. Quest’ultimo, un propulsore rotativo che oggi montano anche la Mazda RX-7 e la concept car RX VISION, era un quadrirotore con volumetria totale pari a 2600 centimetri cubi in grado di erogare, nella configurazione conservativa, oltre 700 CV a 9.000 giri/min.

Una potenza sufficiente a spingere gli 830 kg della supercar con gli occhi a mandorla, il cui telaio era costituito da una monoscocca in fibra di carbonio, a circa 350 km/h. Gli ingegneri Mazda, però, rivelarono che oltre tale soglia il cuore pulsante della 787B era in grado di erogare ben 930 CV a 10.500 giri/min!!

La Mazda schierò alla partenza tre 787B. Le concorrenti da battere erano le tre Mercedes C11, ma molto temute erano anche le Peugeot 905, le Porsche 962 e le velocissime Jaguar XJR 12.

Al via le Peugeot 905 balzarono subito in testa iniziando a guadagnare molto distacco, ma ben presto tutte le francesi furono costrette a ritirarsi lasciando il posto alle Mercedes C11. Alcuni guasti tecnici, però, rallentarono molto le tedesche che furono costrette a ridurre la media in pista e ad abbandonare la testa della gara.

Fu così che dalle retrovie fecero capolino le Mazda 787B guidate da Johnny Herbert, Volker Weidler e Bertrand Gachot, che dopo 362 giri percorsi ad una velocità media di 205 km/h, tagliarono il traguardo precedendo le temute Porsche e l’unica C11 superstite guidata dall’allora ventiduenne Michael Schumacher.

L’affidabilità, che doveva essere il tallone d’Achille delle vetture nipponiche, fu invece la qualità che consentì alle 787B di conquistare l’Olimpo dei prototipi più veloci del mondo. Un’impresa memorabile, che fu motivo di orgoglio per una nazione intera.

Un’auto entrata nella leggenda

Nel 2013, per festeggiare il 90esimo compleanno della celebre gara endurance francese fu chiesto ad una giuria composta dal presidente FIA Jean Todt, dal presidente ACO Pierre Fillon, dai plurivincitori di Le Mans Emanuele Pirro e Yannick Dalmas, dall’ingegnere della Porsche Norbert Singer, dall’attore americano e pilota Patrick Dempsey e dal giornalista sportivo Gary Watkins, di eleggere l’autovettura “Leggenda di Le Mans”. Il verdetto finale, che vide anche oltre 20mila appassionati votare via web, dichiarò vincitrice la 787B.

La Mazda rimane ancora oggi l’unico costruttore giapponese ad aver vinto la 24 Ore di Le Mans, la gara endurance più difficile del mondo. Nel 1991, con la sua 787B a motore rotativo, dimostrò al mondo di saper sfidare le convenzioni e di riscrivere la storia dell’automobilismo sportivo entrando per sempre nella leggenda.

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